Bollate (Milano), 20 settembre 2019 – «Siete il secondo pubblico che vede il mio film in anteprima, passare dal tappeto rosso del festival del cinema di Venezia al carcere di Bollate è un’esperienza interessante. Il cinema è evasione, cultura, rievoca i fantasmi buoni e cattivi che abbiamo dentro di noi, credo sia anche questo il senso del progetto voluto dall’associazione Fuoricinema in questo carcere». Il regista Gabriele Salvatores e il suo ultimo film “Tutto il mio folle amore” hanno tenuto a battesimo la sala cinematografica inaugurata mercoledì sera all’interno del carcere di Bollate. Il grande schermo che entra in carcere, per la prima volta in Italia, con un auspicio, «aprire alla città», come ha dichiarato la direttrice Cosima Buccoliero. Inserito nella Milano Movie Week il progetto è stato fortemente voluto dall’associazione ideata dall’attrice Cristiana Capotondi e Cristiana Mainardi, che ha organizzato un crowfunding per raccogliere una parte dei fondi necessari.

«Quando un anno e mezzo fa siamo entrati per la prima volta nel carcere di Bollate, in particolare in questa sala teatro che stavano smantellando, abbiamo subito immaginato e sognato come sarebbe stato bello avere un cinema in questo luogo – ha spiegato la Capotondi – la sinergia con tante persone e partner ci ha permesso di realizzare questa sala. Il cinema racconta storie: da oggi grazie a questo progetto le storie arriveranno anche in carcere». Un sogno e un progetto condiviso con la direzione del carcere e con gli stessi detenuti. Ci sono voluti mesi di lavoro, progettisti, architetti, volontari, muratori ed elettricisti, personale sia interno che esterno al carcere, poco alla volta la sala ha preso forma. Oggi nell’istituto di pena bollatese ci sono un grande schermo, 214 posti a sedere, lo spazio per allestire anche un palcoscenico, tante idee per coinvolgere i detenuti e aprire la sala alla città con le dovute precauzioni. Il carcere chiama e Milano risponde.

Mercoledì sera sera al taglio del nastro c’era anche il sindaco, Giuseppe Sala che, ricordando la positiva esperienza di reinserimento sociale e occupazione in occasione di Expo 2015, si è assunto un impegno: «Il carcere di Bollate è sicuramente una struttura del panorama carcerario italiano, Milano è una città che sa farsi carico dei problemi e delle situazioni, senza fuggire, nessuno però affronta il tema di come adattare ai tempi moderni il reinserimento dei detenuti, io cercherò di farmi carico di questo aspetto. Intanto come sindaco sono fiero di consegnare questo spazio al carcere».
Il cinema in carcere, un pretesto per avvicinare due mondi separati dalle sbarre e un’occasione per conoscere la realtà carceraria.

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